{"id":1604,"date":"2022-10-24T11:33:59","date_gmt":"2022-10-24T09:33:59","guid":{"rendered":"https:\/\/nomadavillas.com\/marrakech\/?p=1604"},"modified":"2022-10-24T11:34:35","modified_gmt":"2022-10-24T09:34:35","slug":"la-leggenda-dei-portatori-dacqua","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nomadavillas.com\/marrakech\/la-leggenda-dei-portatori-dacqua\/","title":{"rendered":"La leggenda dei portatori d&#8217;acqua"},"content":{"rendered":"<div><span class=\"s1\">In un tempo ormai lontano vi era una citt\u00e0 dalle cui colline limitrofe scendevano a valle, rivoli e ruscelli che alimentavano pozzi e sorgenti zampillanti. Giardini lussureggianti abbellivano la citt\u00e0 e orti rigogliosi fornivano frutta e legumi alla popolazione e nutrimento per il bestiame. L\u2019 acqua, benedizione di Allah, era l\u2019origine di tutto quel benessere. Finch\u00e9, un brutto giorno la vita di quegli abitanti fu sconvolta da un prolungato periodo di siccit\u00e0; i ruscelli scomparvero, le sorgenti si inaridirono, le piante si rinsecchirono e gli animali cominciarono a morire. Nei pozzi non c\u2019era pi\u00f9 acqua. Si cerc\u00f2 allora di scavare nuovi pozzi: tutto inutile. Al sultano dell&#8217;epoca, non rest\u00f2 che fare appello al pi\u00f9 rinomato rabdomante del regno. Lo convoc\u00f2 a corte e gli promise che, se l&#8217;avesse aiutato a trovare l\u2019 acqua, lo avrebbe letteralmente coperto d&#8217;oro. Il rabdomante esamin\u00f2 da cima a fondo il cortile del palazzo finch\u00e9 il suo bastoncino, prese a curvarsi per indicare la presenza di una sorgente sotterranea. Fidando sull\u2019 avidit\u00e0 dello stregone, il sultano gli raddoppi\u00f2 l&#8217;onorario, pregandolo in cambio di mantenere segreta la sua scoperta. Si scav\u00f2 cos\u00ec un nuovo<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>pozzo e l\u2019acqua ritorn\u00f2 a scorrere ma solo all&#8217;interno delle mura del palazzo; qui i giardini venivano regolarmente irrorati, le mogli e le concubine del sovrano si concedevano, ogni giorno, il lusso di un bagno. Nel frattempo fuori dalle mura i<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>sudditi morivano di sete. L&#8217;unico figlio maschio del sultano, l\u2019emiro \u201cAbd al- Karim\u201d, giovane timorato di Dio, rimase disgustato dalla vista di quello spettacolo e<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>sentendosi in dovere di aiutare gli abitanti della sua citt\u00e0, mobilit\u00f2 un manipolo scelto di persone di sua fiducia e stabil\u00ec un preciso piano d&#8217;azione: lui e suoi uomini, vestiti di bianco e a viso coperto,\u00a0<\/span>servendosi di passaggi sotterranei,\u00a0<span class=\"s1\">sarebbero apparsi\u00a0<\/span>tra la gente\u00a0in prossimit\u00e0 delle moschee,\u00a0portando otri di pelle rigonfi di acqua potabile da distribuire alla popolazione. Una campanella avrebbe annunciato il loro arrivo. La gente, sbalordita, pens\u00f2 in un primo momento che fossero giunti in loro aiuto gli spiriti degli antichi marabutti. L\u2019 eco di quegli avvenimenti giunse a palazzo, dove i cortigiani e gli ulema, che non approvavano l&#8217;operato degli anonimi coppieri, riuscirono a influenzare il sultano, facendogli balenare il sospetto che si trattasse, in realt\u00e0 di una cospirazione contro il potere costituito. L&#8217;esercito fu messo in allerta e fu invocata la pena capitale per gli \u201cuomini dell\u2019acqua\u201d. Ma l\u2019emiro non si scoraggi\u00f2 e incit\u00f2 i suoi seguaci a perseverare nella loro missione. A quel punto, il sultano, determinato ad arrestare gli insorti si appost\u00f2 con le truppe davanti alla grande moschea nel giorno della preghiera ed attese finch\u00e9 il silenzio fu rotto dal vivace tintinnio di una campanella. Sul ciglio della strada, apparve un bianco \u201cuomo dell\u2019acqua&#8221; che senza alcun timore continu\u00f2 ad invitare la gente ad avvicinarsi. Infuriato il sultano sguain\u00f2 la spada e i soldati caricarono la folla che cercava di proteggere il portatore d&#8217;acqua, formando una barriera umana. Approfittando del momento il sultano riusc\u00ec ad avvicinarsi e roteando la spada gli tronc\u00f2 di netto la testa accorgendosi quando ormai era troppo tardi, che la testa del ribelle era quella di suo figlio! Improvvisamente lampi, folgori e boati assordanti scossero la terra. Spaventose trombe d&#8217;acqua si abbatterono sul paese e una furiosa inondazione distrusse quanto incontr\u00f2 al suo passaggio. Il sangue che aveva impregnato il bianco abito del principe ereditario, si sparse ovunque. Sconvolti, gli abitanti, caddero nella pi\u00f9 buia disperazione mentre il sultano, con la mente alterata dal rimorso, si tolse la vita. Il suo successore, volendo dare seguito alle suppliche degli abitanti, diede ordine di costruire, in tutti i luoghi in cui erano apparsi \u201cgli uomini della dell\u2019acqua&#8221;, delle fontane. Da allora in tutto il Marocco, i <a href=\"http:\/\/granellidisabbia-najim.blogspot.it\/2009\/10\/venditori-dacqua-marrakech.html\">portatori d&#8217;acqua<\/a> hanno adottato un abito bianco e rosso, adorno di allegri campanelli per rendere perpetuo il ricordo del loro fondatore.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><i>tratto dal blog: un\u00a0t\u00e8\u00a0alla menta, storie dal mondo arabo<\/i><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In un tempo ormai lontano vi era una citt\u00e0 dalle cui colline limitrofe scendevano a valle, rivoli e ruscelli che alimentavano pozzi e sorgenti zampillanti. 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